Percorso

Seguidi su facebook



Direttamente dal sito della Pro Loco di Pietracolora:

Pietracolora è un paesino situato nel Comune di Gaggio Montano, nell'Appennino bolognese. Si sviluppa a di 840m s.l.m. sul crinale delle valli scavate dai torrenti Aneva e Marano. L'origine del nome pare derivare da "pré d'la clùra", prato del nocciolo, piuttosto che da "préda cloreda", pietra colorata.

Già noto in tempi antichi grazie al ritrovamento di resti delle civiltà villanoviane, etrusche e romane, nel 1151 era un castro, cioè un centro abitato con funzione militare di avamposto. Nel XII° secolo vi sorgeva un castello con torre della famiglia Barbetti, che dominavano la zona, e che nel 1276 i bolognesi sconfissero espungandone il maniero, che assegnarono poi all'arte cittadina dei cartolai. Un'ospitale per pellegrini è documentato nella seconda metà del '300. Il paese, così come si presenta oggi, è in gran parte risorto dalle distruzioni dell'ultima guerra (che con la Linea Gotica attraversava lo stesso centro abitato conferendogli la funzione di fronte di guerra), sviluppando la sua vocazione turistica ed aziendale di trasformazione delle carni.

L'attuale chiesa parrocchiale, dedicata nel XI° secolo a Santa Lucia e dalle antiche origini, è stata completamente ricostruita negli anni '57-'58 sulle rovine della precedente (distrutta durante l'ultimo conflitto planetario) su progetto di G.Marchetti.

Ecco di seguito alcuni fra i nostri maggiori luoghi d'interesse turistico:

Le Sassane

Ad un chilometro in linea d'aria da Pietracolora c'è un suggestivo complesso arenario a strapiombo sul torrente Marano: dovuto a pietre arenarie lavorate nei millenni da venti e fiumi, spesse fino ad una decina di metri ed alte ben 120 metri,alla base dello stesso complesso vi è la nascita di alcune sorgenti (di cui una di acqua sulfurea). Notissimo già in tempi antici (accanto allo stesso, in alto, vi passava un percordo romano detto Cassiola), nel 1300 compare riguardo al grande balzo la dizione di Sassane, come rivela un oratorio detto di Sancte Rayne de Sassana (la Madonna regina), ora non più esistente e sostituito da un oratorio dedicato a S. Maria Maddalena.

La Torre

Edificata dove in passato vi era un'antico maniero, la Torre di Pietracolora fu un'idea del parroco Don A. Passini e del Geom. Gentilini: data la posizione panoramica e la storicità del luogo, ad inizio anni '80 si cominciò a pensare di innalzare una torre-belvedere che diventasse l'emblema del paese stesso, con un design che richiamasse (ma non copiasse) lo stile architettonico medievale del castello precedente. Il risultato fu la realizzazione di un mastio in sasso a 3 piani avvlota da una scala bianca, che richiamasse uno dei presunti toponimi del paese (il serpente che cinge la pietra, da 'petra colubris'), per la quale tutti gli abitanti pietracoloresi contribuirono massiccamente in maniera economica e materiale negli anni '88-'91.

Monte della Vedetta

Il Monte della Vedetta (m.1040 s.l.m.) si trova al confine fra le province di Modena e Bologna, ed è uno delle cime più alte della zona. Luogo che grazie alla sua altitudine garantisce uno splendido panorama a 360° sulle vallate ed i paesi vicini (e che anche per questo è stato teatro di guerra della celeberrima 10th Mountain Division durante la II° Guerra Mondiale), è rinomato per l'abbondante presenza di funghi e tartufi di ottima qualità, oltre che per i suoi molteplici sentieri che lo rendono ideale per la pratica di escursionismo, enduro e mountain bike.